Passo dell’Orso dalla Val Canneto

Siamo nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio Molise (PNALM). La partenza è dall’ampio pianoro prospiciente il Santuario di Canneto e l’escursione segue per un lungo tratto il fiume Melfa che forma cascate e pozze molto suggestive, contornato da boschi di faggio e enormi sassi coperti di muschio, creando un ambiente fiabesco.

La Val Canneto è l’unica grande valle del Parco sita sul versante tirrenico, infatti ci si arriva da Settefrati (Fr) con una strada immersa in boschi ripidissimi, in uno scenario stupendo. E’ un luogo ricco di storia, sacra e profana. Antichissimo luogo sacro dedicato al culto della dea Mefite in un classico sincretismo “sostituito” dal Santuario dedicato alla Vergine, via di comunicazione fra la Val Comino e la Val Fondillo, orientata in direzione nord sud, costeggia le pendici del monte La Meta, Tartaro, Altare, Petroso, zone in larga parte di riserva integrale del Parco, nella parte più alta diventa Valle dei Tre Confini.

Dal parcheggio 1020 mt (in periodi di frequentazione estiva a pagamento 4 €, è possibile la sosta camper e il campeggio) si prende una sterrata che costeggia una casa dei Salesiani e sale sulla sinistra (orografico dx). Noi abbiamo scelto di percorrere il sentiero più basso che porta verso la cascata dello Schippaturo (ora chiamata cascata Giovanni Paolo II) e poi siamo risaliti alla sterrata.

Dopo qualche tornante, a quota 1320 (1 ora circa) si arriva al rifugio Acquanera. Si prosegue sulla strada, sempre immersi nel bosco di faggi e si arriva a una spianata, traversata dal torrente, dove si intravede sulla destra un caseggiato diroccato. Questo è l’unico punto in cui occorre fare attenzione: la sterrata infatti scompare. Bisogna continuare nella stessa direzione per un centinaio di metri e quando si intravede un sentiero che piega netto a sinistra bisogna prenderlo, in poche decine di metri ci riporterà sulla sterrata.

In alternativa si va dritti e si percorre una scorciatoia nel bosco, ma è poco segnalata e si rischia di ravanare.
Nella nostra traccia wikiloc all’andata siamo passati per la scorciatoia, al ritorno per la sterrata.

La traccia può essere scaricata da qui: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/val-canneto-cascata-giovanni-paolo-ii-rifugio-acquanera-e-valico-passo-dellorso-192100501

Dopo qualche tornante, a quota 1415, si costeggia ormai in piano il torrente e si incontra una fonte. Siamo ormai nella valle dei Tre Confini. Si entra in una zona di alberi radi, pascoli e grandi massi, sempre costeggiando il torrente, che qui, in genere, appare e scompare scorrendo interrato. A quota 1500 si incontra un bivio: a sinistra si va verso il Passo dell’Orso (it 04 del Pnalm), a destra verso Forca Resuni (it 05 Pnalm) dove sorge l’omonimo rifugio.
Il passo dell’Orso mette in comunicazione con la Val Fondillo, la forca Resuni con la Val di Rose, entrambe valli laterali della Valle del Sangro.

L’ambiente è veramente idilliaco. Le fitte pendici boscose non permettono di vedere facilmente gli animali che pure lo popolano. Tuttavia, la prima neve, sopra quota 1400, ci ha permesso di scoprirne le tracce. E proprio vicino al Passo dell’Orso…

Impronta di lupo (ma ce n’erano di almeno 4 esemplari diversi) e di orso, un esemplare giovane, a vedere la grandezza. E poi lepri, volpi, cervi e cinghiali. In quantità.

E’ sempre emozionante scoprire questi segni lasciati da chi nei boschi ci vive. Noi passiamo e loro sono lì che ci osservano. Paura di incontri pericolosi? No. Per niente. Rispetto. Perché siamo a casa loro e ci approcciamo in silenzio e con rispetto.

I lupi se ne vanno, non appena ti vedono. Gli orsi sono più pigri e sornioni, si accontentano di brontolare se, senza accorgertene (nè tu nè lui) ti sei avvicinato troppo e li costringi a spostarsi. I grandi cervi scappano. Qualche volpe, abituata ai camminatori invece, ogni tanto mi è venuta incontro (come il famoso Tre Orecchie che viveva sul sentiero da Le Forme al Meta) ma a quelle sono abituato, visto che mi vengono in casa quando hanno fame.

Dal Passo dell’Orso siamo riscesi, tornando sui nostri passi. In altre occasioni siamo arrivati a Forca Resuni (più impegnativo per lunghezza e dislivello). In un’altra occasione, anni fa, sempre dal parcheggio della Val Canneto, ho fatto tutte la cresta di Tartaro, Altare e Petroso, fino a Forca Resuni, per poi riscendere per la valle. Questo è un percorso difficile, con tanto dislivello, e soprattutto, vietato. Perché attraversa zone di riserva integrale.

Invece questa escursione fino al Passo dell’Orso è molto bella e facile. Anche arrivare solo al bivio dei Tre Confini vale assolutamente la pena. Bellissimo in tutte le stagioni. Altamente consigliata.

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